Equipaggiamento Fotografico

L’acquisto di una Nikon non fa di te un fotografo. Fa di te il proprietario della Nikon

(Anonimo)

Negli anni il mio equipaggiamento fotografico si è evoluto adeguandosi, di volta in volta, ai cambiamenti tecnologici. Dalla metà degli anni ’70 e per quasi 30 anni ho utilizzato sistemi analogici a pellicola (prevalentemente negativi bianco/nero Kodak, Ilford e Agfa, negativi colore Kodak e Fuji e invertibili Kodak e Fuji). Nel formato reflex 35mm ho usato fotocamere Canon FD e ottiche manual focus Canon e Tamron. Nel medio formato 60x60mm ho usato fotocamere a biottica Mamiya e Yashica e un sistema reflex russo Kiev88 che aveva, soprattutto per le ottiche, un ottimo rapporto qualità/prezzo.

A partire dai primi anni 2000 ho abbandonato gradatamente il supporto analogico per passare a quello digitale, utilizzando inizialmente una fotocamera bridge Panasonic Lumix FZ30 e, successivamente, un sistema reflex APSc (Nikon D200).

Finalmente, nel 2015, sono approdato al formato full frame (FF) con la Nikon D750.

Durante gli anni non sono mai mancate fotocamere bridge, che hanno affiancato il mio sistema reflex sia per motivi di trasportabilità che per praticità, soprattutto nei viaggi: Leica V-Lux 2, Panasonic Lumix FZ30, Panasonic Lumix FZ200, Panasonic Lumix FZ1000 (che utilizzo tuttora).

1977-2005 : Sistema a pellicola 35mm CANON

Corpi macchina: FTb, AE1p, T70, T90

Obiettivi: Canon 17mm f/4; Canon 28mm f/2,8; Canon 20-35mm f/2,8 L; Canon 35-105mm f/3,5; Canon 50mm f/1,4; Canon 50mm f/3,5 macro; Tamron 80-200 f/2,8 SP LD; Tamron 90mm f/2,5 macro SP; Tamron 300 f/5,6 SP

1990-1992 : Fotocamera biottica a pellicola 6X6 YASHICA 124 G MAT

Questa fotocamera biottica è stata per me un’ottima nave scuola nel mondo del medio formato, con la quale ho appreso i principi del formato quadrato. Meccanicamente ineccepibile, montava due buoni obiettivi non intercambiabili, quello inferiore dedicato allo scatto sulla pellicola e quello superiore dedicato all’inquadratura attraverso il pozzetto dall’alto. Era dotata, inoltre, di un esposimetro a galvanometro con fotocellula. e montava pellicola a rullo da 12 o 24 pose per negativi di 6x6cm.

1992-1995 : Fotocamera biottica a pellicola 6X6 MAMIYA C330 F

Presa in sostituzione della Yashica, aveva la possibilità di sostituire gli obiettivi di diversa focale in base alle esigenze di ripresa, montati in coppia solidale su di una piastra unica. Meccanicamente e otticamente di ottima qualità, aveva come unico difetto, come tutte le biottiche, il problema dell’errore di parallasse tra l’ottica da inquadratura e quella di ripresa, soprattutto alle distanze ravvicinate.

1995-2002 : Sistema reflex a pellicola 6×6 KIEV 88

Corpo macchina: KIEV 88

Obiettivi: 30mm f3,5 Zodiac-8; 45mm f3,5 MIR-26; 65mm f3,5 MIR-38; 80mm f2,8 Wave-3; 120mm f2,8 Vega-28; 250mm f3,5 Jupiter-36.

Realizzata in Unione Sovietica e Ucraina su emulazione della ben più nota fotocamera svedese Hasselblad 1000, era equipaggiata da ottiche originali sovietiche prodotte dalla Arsenal di Kiev, di buona qualità e ad un costo decine di volte inferiore rispetto alle omologhe Zeiss

2007 > : Sistema digitale NIKON

Corpi macchina: D200, D750

Obiettivi : 10,5mm Nikon f/2,8 DX Fisheye; 16-28mm Tokina f/2,8 ATX PRO; Nikon 24-70mm f2,8 ED G; Nikon 35mm f/1,8; Nikon 60mm f/2,8 macro; Nikon 85mm f/1,8; Nikon 105mm f/2,8 macro; Tamron 135mm MF f2,5; Nikon 80-200mm f/2,8 ED AF; Nikon 180mm f/2,8 ED AIs; Nikon 180mm f/2,8 ED AFd; Tamron 300mm f5,6 SP; Lens Baby Composer con 35mm sweet

Nel 2007 avviene il definitivo passaggio al supporto digitale con la sostituzione del sistema reflex a pellicola Canon con il sistema reflex digitale Nikon che, durante gli anni, integro con nuovi componenti, fino a giungere alla configurazione attuale visibile in foto.

Fabrizio Sgreccia Photos
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