
“Non vi è musica più bella di una fontana che scorre, così come la voce dei torrenti, o il vento tra gli alberi. O quando lo stesso fa suonare i flauti delle gole rocciose.”
(Mauro Corona)
Se si potesse segmentare il tempo in frammenti sempre più brevi, la realtà che ci circonda apparirebbe progressivamente sempre più simile ad un effetto stroboscopico. Anche se il tempo scorre apparentemente in modo continuo, gli istanti possono essere fermati fotograficamente utilizzando tempi di esposizione molto veloci e cogliere, quindi, frammenti visivi altrimenti impercettibili.
Se questa tecnica viene applicata ad un elemento naturale come l’acqua in movimento, si può accedere ad un limbo di immagini che sono del tutto aliene alla nostra percezione visiva, immagini di forme cristallizzate che solo le leggi del caos possono generare, mai simili l’una all’altra, combinazione dinamica di molecole che rispondono sia alle leggi della termodinamica che a quelle del caos.
A far da contraltare a questa fuggevole condizione ci sono gli artefici di questo flusso idrico, quelle statue e quelle fontane che sono così immobili ed immutabili nel tempo da rappresentare dei monoliti che attraversano le nostre vite da secoli senza quasi restarne scalfite. Questo contrasto viene annullato dal congelamento del tempo che rende l’acqua un’appendice della pietra, un trasparente cristallo nei riflessi del quale si ritrovano la pietra modellatrice e il colori alterati dell’ambiente circostante.
Cogliete l’attimo ….. e guardateci dentro.