
“….Oscure intanto fumano le nubi su l’Appennino: grande, austera, verde da le montagne digradanti in cerchio l’Umbria guarda. Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte nume Clitumno! Sento in cuor l’antica patria e aleggiarmi su l’accesa fronte gl’itali iddii…”
(G. Carducci)
Umbria, il grande cuore verde dell’Italia. Grande come il cuore che batte nella gente che l’abita da millenni, verde come le colline che vi si adagiano. Dove il vento porta ancora gli antichi odori della sobrietà e della semplicità.
Città che ancora sussurrano voci mistiche ed altre che, invece, urlano la modernità. Contrasti che si accentuano scendendo dai monti alle pianure, evidenti tra i lenti tratturi di campagna e le veloci autostrade, tra i castelli secolari e le ciminiere sbuffanti. Un attimo sei in mezzo al mondo industrializzato e, un attimo dopo, ti ritrovi nel silenzio, attorniato dai boschi.
Io ho voluto rendere omaggio a questa seconda visione della mia Umbria, quella più agreste, quella che più sento mia. Luoghi che, come se ci vivessi da secoli, ho assorbito e immaginato ancor prima di viverli, raccontati attraverso le parole dei miei nonni o degli anziani che ho conosciuto. E che ho voluto rappresentare cercando di esaltare la loro pace e armonia e trasmetterla a coloro che vorranno recepirla.