
In certi paesi sembra non ci siano che pietre. Pietre nei selciati delle mulattiere, case fatte di pietre senza intonaco, muri a secco nelle fasce, la terra dei campi piena di pietre.
(Italo Calvino)
La pietra è stata per millenni, per la sua versatilità e resistenza alle intemperie, il materiale da costruzione più utilizzato dalle comunità umane. Interi borghi in Italia, con essa, sono stati edificati, spesso nei luoghi più impervi: massi megalitici per costruire mura difensive, pietre scalpellate per edifici rurali e religiosi, pietre ridotte in cubi per lastricare le strade o semplicemente pietre irregolari per realizzare recinti per armenti.
Nei secoli queste sono rimaste, dirute, a testimonianza di antichi terremoti o sanguinose guerre, oppure dipinte o scolpite a ricordo di eventi storici e religiosi. Ci ricordano quello che è stata, nei tempi, la nostra società, testimoniandone la sua evoluzione, come immutabili pagine di storia riportate ai nostri giorni.
Ho tentato, rappresentandole attraverso immagini eterogenee tra loro, di dare loro una dignità, fare in modo che ci raccontino come il tempo sia passato, cercando di riportare il fascino che trasmettono solo sguardandole o toccandole. Quando, prima di fotografarla, accarezzo una pietra di una casa, che a sua volta è stata accarezzata per centinaia di anni prima di me da altri uomini, è per me come prendere contatto con questi nostri avi, come raccoglierne il testimone e sentirne la presenza.